La moda maschile italiana nel 2021-2022

Elaborazione a cura del Centro Studi Confindustria Moda - per Sistema Moda Italia - giugno 2022

Lasciatosi alle spalle un 2020 archiviatosi con un calo del -19,5%, nel 2021 il menswear ha sperimentato, come del resto la filiera Tessile-Abbigliamento nel suo complesso, un pronto recupero. Il bilancio 2021 della moda maschile italiana (aggregato che, si ricorda, comprende l’abbigliamento in tessuto, la maglieria esterna, la camiceria, le cravatte e l’abbigliamento in pelle) risulta, quindi, positivo con riferimento a tutte le variabili monitorate e dimostra come il comparto abbia riagganciato lo sviluppo che si era bruscamente interrotto nel 2020. Più in dettaglio, il fatturato settoriale è cresciuto su base annua del +15,2%, tornando così a superare i 9,4 miliardi di euro. A consuntivo, dunque, il risultato supera le stime rilasciate in occasione della scorsa edizione di Pitti Uomo (Gennaio 2022), quando si era stimata in via prudenziale una dinamica nell’ordine del +11,9%. La buona performance, tuttavia, non è stata sufficiente a colmare le perdite rispetto ai livelli del 2019: degli oltre 1,9 miliardi persi nel corso del 2020, resta ancora un gap di quasi 740 milioni (-7,3%). In altre parole, il turnover 2021 risulta inferiore del -7,3% rispetto a quello pre-pandemico. Del resto, non tutte le merceologie di cui si compone la moda maschile hanno sperimentato lo stesso slancio

Pubblicato in Comunicati stampa

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