Il recupero dell'export di Tessile&Abbigliamento nel 2021

Nel 2021 il Tessile-Abbigliamento ha messo in atto un pronto recupero in termini di export, lasciandosi subito alle spalle il contraccolpo accusato nel 2020. Le esportazioni complessive sono cresciute del +18,0%, portandosi a 32,4 miliardi di euro. Più in particolare, il “monte” della filiera ha sperimentato un incremento del +19,3%, mentre il “valle” del +17,4%. A confronto con i livelli pre-pandemici raggiunti nel 2019, l’export di TA è inferiore del -1,3% (ovvero circa 422,5 milioni di euro in valore assoluto)       

Con un import in aumento su base annua solo del +0,2%, il saldo commerciale settoriale passa dai 5,8 miliardi del 2020 agli oltre 10,7 del 2021.  

Considerando le dinamiche dei principali mercati di sbocco, sempre nel 2021, si rileva un pressocché generalizzato ritorno in territorio positivo: le esportazioni dirette in Francia sono cresciute del +22,2%, in Germania del +14,2%: questi mercati assorbono il 20,7% del totale. L’export di TA destinato in Svizzera - principale hub logistico-commerciale per le griffe - è aumentato del +17,6%, mentre gli USA hanno segnato un incremento del +27,5%. Al quinto posto è salita la Cina, che registra una dinamica del +44,4%, staccando di alcune posizioni Hong Kong, interessato da un +7,6%. 

Andamenti favorevoli si rilevano anche nel caso della Spagna (+23,9%) e della Russia, che aveva archiviato il 2021 a +15,1%; la stessa Corea del Sud segna un +28,4%.

In controtendenza, nell’ambito dei primi 20 sbocchi, sono risultati in flessione le esportazioni dirette nel Regno Unito (-11,1%) e in Giappone (-6,8%).

Anche mercati “minori”, con quote sul totale export compreso tra il 2,3% e l’1,2% del totale esportato, presentano tutti variazioni di segno positivo.                  

 

Pubblicato in Comunicati stampa

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