Costi dell'energia: qual è la situazione?

Le quotazioni degli input produttivi energetici, particolarmente importanti per l’industria del “monte” della filiera, sono da diversi mesi sotto pressione; lo scoppio del conflitto russo-ucraino ha, peraltro, aggravato la situazione, innescando aumenti del tutto anomali e senza precedenti.         

Nel mese di marzo 2022 il brent ha raggiunto ben 730,72/tonnellata. Rispetto a febbraio 2022 segna una variazione congiunturale del +23,30%. In termini tendenziali, ovvero a confronto con il marzo 2021, l’incremento è pari al +85,37%. Nello stesso mese il brent in consegna a 24 mesi ha raggiunto 76,36 /barile. Rispetto al mese precedente registra una crescita congiunturale del +11,18%. In termini tendenziali, ovvero a confronto con il marzo 2021, l’incremento è pari al +56,64%.   

Nel mese di marzo 2022 il PUN e il PUN F1 tornano su livelli molto alti, addirittura superiori al precedente picco mensile di dicembre 2022, come nel caso del PUN, oppure ad esso molto vicini, come nel caso del PUN F1. Hanno infatti raggiunto rispettivamente a 308,80 e 319,05 euro/MWh. Tali quotazioni restano quindi su livelli estremamente alti: rispetto al marzo 2021 il PUN è cresciuto del +411,26%, mentre il PUN F1 del +414,43%.

Il gas naturale - punto di scambio virtuale Italia - è stato interessato da una decisa impennata lungo tutto il 2021, trend che prosegue nel 2022. A marzo 2022 la quotazione si è portata a 130,64 euro/MWh. Rispetto a febbraio 2022, cresce del +58,20%. Da sottolineare che su base tendenziale, ovvero rispetto a marzo 2021, il prezzo ha guadagnato il +614,96%.

 

 

Pubblicato in Comunicati stampa

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